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Le modifiche al Testo Unico sulla Sicurezza apportate dal Jobs Act

Il pacchetto di norme introdotte dal Governo sul lavoro hanno una serie di effetti diretti anche sul tema della sicurezza. Facciamo il punto

a cura di Pietro Vandini, Esperto in Sicurezza sul Lavoro - Studio Vandini


Il D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 151, “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183″, decreto attuativo del pacchetto di provvedimenti sul mercato del lavoro noto come Jobs Act, ha introdotto all’art. 20 importanti modifiche al Testo Unico in materia di sicurezza e salute negli ambienti di lavoro. Prenderò spunto dall'ottimo lavoro fatto dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri del 12 gennaio 2016, n. 649,  i quali analizzano tali modifiche, entrate in vigore il 24 settembre 2015. Mi limito ad elencarle ed eventualmente entrerò nello specifico delle singole modifiche con articoli specifici prossimamente.


 

- Campo di applicazione. Lavoratori che effettuano prestazioni di lavoro accessorio (art. 3 comma 8)
A tale categoria di lavoratori, le norme sulla sicurezza e salute dei lavoratori si applicano solo nei casi in cui la prestazione sia svolta a favore di un committente imprenditore o professionista.

 

- Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 5)
Modificata la composizione del Comitato e semplificata la procedura di designazione dei membri.

 

- Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (art. 6)
Modificata la composizione dei rappresentanti della Commissione Consultiva permanente, ridotti i componenti da 40 a 33. Nuovi componenti: esperti in medicina del lavoro, igiene industriale e impiantistica industriale e un rappresentante dell’Anmil.

 

Interpello (art. 12)
Anche le Regioni e le Province autonome possono inoltrare quesiti generali sull’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro all’apposita Commissione ministeriale.

 

- Oggetto della valutazione dei rischi (art. 28, nuovo comma 3)
“Ai fini della valutazione (…), l’Inail, anche in collaborazione con le aziende sanitarie locali per il tramite del Coordinamento Tecnico delle Regioni (…) rende disponibili al datore di lavoro strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio. L’Inail e le aziende sanitarie locali svolgono la predetta attività con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.

 

- Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi (art. 29, nuovo comma 6-quater)
“Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi previo parere della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, sono individuati strumenti di supporto per la valutazione dei rischi (…), tra i quali gli strumenti informatizzati secondo il prototipo europeo Oira (Online Interactive Risk Assessment)”.
L’Oira è una piattaforma informatica gratuita prodotta dall’Unione Europea con l’obiettivo di supportare le Pmi nell’ottemperare agli adempimenti inerenti la valutazione dei rischi e la redazione del relativo documento.

 

- Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi (art. 34)
Abrogato il comma 1-bis. Ora, il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, di prevenzione degli incendi e di evacuazione anche in aziende con più di cinque lavoratori, fermo restando il divieto per aziende:
• artigiane e industriali (fino a 30 lavoratori),
• agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori,
• della pesca fino a 20 lavoratori,
• altre fino a 200 lavoratori.

 

- Tenuta della documentazione (art. 53, comma 6)
Abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni a decorrere dal 23 dicembre 2015.

 

- Sanzioni (art. 55)
Nuove previsioni di disposizioni la cui violazione determina il raddoppio dell’importo della sanzione, qualora la violazione si riferisca a più di cinque lavoratori o una triplicazione dell’importo, qualora la violazione si riferisca a più di dieci lavoratori:
• Art. 18, comma 1, lettera g): mancato invio dei lavoratori alla visita medica periodica e mancata richiesta al medico competente dell’osservanza degli obblighi previsti a suo carico. Sanzione prevista: ammenda da 2.000 a 4.000 euro (Art. 55, comma 5, lettera e);
• Art. 37, comma 1: mancata o inadeguata formazione del lavoratore in materia di salute e sicurezza. Sanzione prevista: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro (art. 55, comma 5, lettera c);
• Art. 37, comma 7: mancata o inadeguata formazione dei dirigenti e dei preposti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Sanzione prevista: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro (art. 55, comma 5, lettera c);
• Art. 37, comma 9: mancata o inadeguata formazione dei lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza. Sanzione prevista: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro (art. 55, comma 5, lettera c);
• Art. 37, comma 10: mancata od insufficiente formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Sanzione prevista: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro
• (art. 55, comma 5, lettera c).

 

- Definizioni relative alle attrezzature di lavoro (art. 69, comma 1 lettera e)
Operatore: il lavoratore incaricato dell’uso di una attrezzatura di lavoro o il datore di lavoro che ne fa uso.

 

- Informazione, formazione e addestramento per l’uso di attrezzature di lavoro (nuovo art. 73-bis)
“Abilitazione alla conduzione dei generatori di vapore
1. All’Allegato A annesso al decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è soppressa la voce n. 294, relativa alla legge 16 giugno 1927, n. 1132 e riprendono vigore le disposizioni del regio decreto-legge 9 luglio 1926, n. 1331, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 giugno 1927, n. 1132, nel testo vigente alla data del 24 giugno 2008.
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono disciplinati i gradi dei certificati di abilitazione alla conduzione dei generatori di vapore, i requisiti per l’ammissione agli esami, le modalità di svolgimento delle prove e di rilascio e rinnovo dei certificati. Con il medesimo decreto è, altresì, determinata l’equipollenza dei certificati e dei titoli rilasciati in base alla normativa vigente.”

 

- Campo di applicazione delle norme sui cantieri temporanei o mobili (art. 88, comma 2 lettera g-bis)
Il titolo IV Capo 1 non si applica ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento che non comportino lavori edili o di ingegneria civile riportati nell’allegato X.

 

- Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori (art. 98, comma 3)
I corsi di cui all’allegato XIV, solo per il modulo giuridico (28 ore), e i corsi di aggiornamento possono svolgersi in modalità e-learning, nel rispetto di quanto previsto dall’allegato I dell’Accordo Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.

 

- Valutazione del rischio di esposizione al rumore (art. 190, nuovo comma 5-bis)
“L’emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti può essere stimata in fase preventiva facendo riferimento alle banche dati sul rumore approvate dalla Commissione consultiva permanente (…), riportando la fonte documentale cui si è fatto riferimento.”


 © Studio Vandini | pubblicato il 26 maggio  2016


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