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Valutare chi entra in azienda: Idoneità Tecnico Professionale e Formazione

Come assicurare che datore di lavoro, dirigenti e preposti dell’impresa affidataria siano adeguatamente formati?

a cura di Pietro Vandini, Esperto in Sicurezza sul Lavoro - Studio Vandini


Quando arrivano gli ospiti, bisogna essere pronti. Questo vale sempre ma ancora di più se si parla di Sicurezza sul Lavoro. Il tema è quello delle ditte terze che entrano nella vostra realtà lavorativa come ad esempio manutentori, operatori ausiliari ecc ecc. Parlando in "politichese", si fa riferimento ai doveri di verifica nell'assicurare l’attuazione degli obblighi a carico del datore di lavoro dell’impresa affidataria.

Come Committenti dovete verificare quella che viene definita Idoneità Tecnico Professionale (ITP) e a volte, specialmente per le piccole attività, le richieste da fare alle imprese affidatarie sono tante e richiedono un impegno a volte eccessivo nel caso di piccoli lavori, che non presentano particolari rischi. Verificare l'ITP significa verificare il possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare. La Cassazione in tal senso ha dato input precisi (Cassazione Penale, Sez. 4, 19 aprile 2010, n. 15081):

 

“in materia di responsabilità colposa, il committente di lavori dati in appalto deve adeguare la sua condotta a due fondamentali regole di diligenza e prudenza: a) scegliere l'appaltatore e più in genere il soggetto al quale affidare l'incarico, accertando che la persona, alla quale si rivolge, sia non soltanto munita dei titoli di idoneità prescritti dalla legge [formali], ma anche della capacità tecnica e professionale [sostanziale], proporzionata al tipo astratto di attività commissionata ed alle concrete modalità di espletamento della stessa (...)”

 

A livello documentale le imprese esecutrici e/o affidatarie devono almeno produrre la seguente documentazione:

- iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto;

- documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a);

- documento unico di regolarità contributiva di cui al Decreto Ministeriale 30 gennaio 2015;

- dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi di cui all’articolo 14 del presente Decreto Legislativo; 

I lavoratori autonomi dovranno esibire almeno:

a)  iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto;

b)  specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al presente Decreto Legislativo di macchine, attrezzature e opere provvisionali;

c)  elenco dei dispositivi di protezione individuali in dotazione;

d)  attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria ove espressamente previsti dal presente Decreto Legislativo;

e)  documento unico di regolarità contributiva di cui al Decreto Ministeriale 30 gennaio 2015.

 

Mi voglio soffermare in particolare sulla verifica della Formazione. La verifica della formazione prevede ad esempio il controllo della presenza degli attestati necessari e a volte questo controllo diventa particolarmente brigoso, soprattutto nel caso di lavoratori autonomi. Questo perchè purtroppo non c'è ancora un'adeguata cultura della Sicurezza sul Lavoro. La Commissione Interpelli ha dato risposta ad un quesito relativo a questa problematica dicendo che "“alla verifica dell'obbligo di cui all'art. 97, co. 3-ter, del decreto in parola, occorre evidenziare che il legislatore non ha stabilito il livello di formazione minima degli addetti all'attuazione del citato art. 97. Pertanto si ritiene che il committente o il responsabile dei lavori, acquisendo attraverso la verifica dell'idoneità tecnico professionale delle imprese (allegato XVII d.lgs. n. 81/2008) ‘il nominativo del soggetto o i nominativi dei soggetti della propria impresa, con le specifiche mansioni, incaricati per l’assolvimento dei compiti di cui all'articolo 97’, dovrà verificarne l'avvenuta specifica formazione con le modalità che riterrà più opportune, anche attraverso la richiesta dei relativi attestati o mediante autocertificazione del datore di lavoro dell'impresa affidataria”.


Questa risposta da  un lato agevola notevolmente il controllo documentale che deve essere effettuato dal Committente ma allo stesso tempo può essere  un pretesto (illegale) per facilitare anche chi la formazione  non l'ha mai fatta. Starà quindi a voi, Datori di Lavoro, comprendere tramite una valutazione generale dovuta, se tale autocertificazione sarà fatta per giusti o ingiusti motivi.


© Studio Vandini | pubblicato il 18 maggio  2016


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