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Contagio da scabbia in ambito lavorativo

Cos'è la scabbia? come la si contrae e come la si tratta? 

a cura di Pietro Vandini, Esperto in Sicurezza sul Lavoro - Studio Vandini


Oggi voglio affrontare una tema specifico legato al rischio biologico, quello del contagio da scabbia. Questo tipo di contagio in ambito lavorativo è prevalentemente legato alle attività in ambito socio-sanitario ed è particolarmente antipatica come situazione da gestire. Per questo voglio  fornire a tutti una possibile procedura da applicare per affrontare queste spiacevoli situazioni.

La scabbia è una dermatosi parassitaria provocata dall’acaro Sarcoptes scabiei, non comporta rischi per la vita, ma il prurito grave e persistente e le infezioni secondarie possono essere invalidanti. L'acaro della scabbia è un parassita umano obbligato: il suo ospite naturale è cioè l'uomo, al di fuori del quale sopravvive solo pochi giorni specie a temperature inferiori ai 20°. Il contagio è prevalentemente interumano diretto (stretto contatto: dormire nello stesso letto; rapporti sessuali) più raro il contagio indiretto (contatto con indumenti, lenzuola, bagni usati dalla persona infetta). 

In ambito sociosanitario il rischio di contagio è limitato al personale di cura e assistenza tramite contatto diretto o più raramente indiretto (letterecci) con malati in condizioni igieniche precarie (anziani, immunodepressi, persone senza fissa dimora, extracomunitari).

La sintomatologia della scabbia è rappresentata dal prurito e dalle manifestazioni cutanee; il prurito è intenso, generalizzato (ma con risparmio di alcune sedi) e prevalentemente notturno. 


Dove si caratterizzano prevalentemente le lesioni?

Nelle superfici laterali delle dita e spazi interdigitali, regioni flessorie dei polsi ed estensorie dei gomiti, pilastri ascellari, ombelico, glutei, genitali nell'uomo, capezzoli ed areole mammarie nelle donne. Il capo ed il collo, le palme delle mani e la pianta dei piedi sono generalmente risparmiate.

Generalmente il contagio da scabbia, in ambito lavorativo,  avviene per contatto cutaneo con persone affette da tale malattia (anche per breve periodo), specialmente durante i seguenti compiti che richiedono la cura del paziente: bagno, trasporto, applicazioni di lozioni al corpo.


Come si interviene?

Innanzi tutto è necessaria l’applicazione dei preparati antiscabbia, generalmente pomate,  alla sera, dopo un bagno caldo, se possibile dopo aver grattatole lesioni con uno spazzolino.

I casi di scabbia sono sempre particolarmente antipatici da trattare perché prevedono diversi passaggi procedurali che vado ad elencare:


- Il malato di scabbia deve essere trattato con apposita terapia ed isolato per almeno  24 ore dall'inizio del trattamento (cioè separato da tutte le altre persone ad eccezione di coloro che lo assistono). 

- Chi presta assistenza ai malati di scabbia certi/sospetti deve essere dotato di appositi DPI, ovvero guanti e camici monouso con manica lunga ed elastico sui polsi, da indossare sopra la divisa ordinaria.

- Per l'ambiente in generale non sono necessari interventi di disinfestazione, ma è indispensabile una accurata pulizia dei locali e degli arredi con i comuni detergenti. La detersione deve essere seguita da risciacquo ed asciugatura. Solo in rari casi può essere utile un intervento sull'ambiente, che comunque dovrebbe essere concordato con il servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ASL competente per territorio. 

- Il parassita non può vivere più di 4 giorni al di fuori dell’ospite, ma la trasmissione attraverso gli indumenti e lenzuola si può verificare dopo intervalli più lunghi tramite le uova.

- La biancheria personale e del letto, usata dal malato, deve essere trattata mediante lavaggio in lavatrice ad alte temperature (60°/70°) tutte le mattine per la durata del trattamento. La biancheria e gli effetti letterecci, che non possono subire questo trattamento, devono essere messi da parte, in confezione chiusa (es. in sacchetti di plastica), fino ad una settimana e poi lavati a secco. In ospedale il materasso ed il cuscino devono essere inviati in magazzino per il lavaggio e la sterilizzazione: il materasso e cuscino vengono etichettati in modo evidente per riconoscerli dagli altri.

- per disinfestare la casa (materassi, divani, poltrone e pavimenti) è consigliabile l’uso di strumenti a getto di vapore ad alta temperatura (es: vaporella).


© Studio Vandini | pubblicato il 28 aprile  2016


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