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Movimentazione Manuale dei carichi - Il metodo MAPO, introduzione

Approccio generale ed introduttivo alla valutazione del rischio legato alla movimentazione dei pazienti ospedalizzati

a cura di Pietro Vandini, Esperto in Sicurezza sul Lavoro - Studio Vandini

Le patologie cronico-degenerative della colonna vertebrale sono al 1° posto nella diffusione delle malattie dal lavoro e determinano costi economici e sociali rilevanti in quanto comportano assenze dal lavoro e costi per le cure, cambiamenti di lavoro e invalidità e, in letteratura, è ormai consolidato il rapporto esistente tra l’attività di movimentazione manuale di carichi e/o di pazienti e l’incremento del rischio di contrarre affezioni acute e croniche a carico della colonna vertebrale. Il D.Lgs 81/08, al Titolo  VI, parla della Movimentazione Manuale dei Carichi e/o pazienti e per la valutazione del rischio sono fondamentali i parametri che determinano la modalità con la quale viene eseguita la manipolazione nonché la durata e la continuità dell’esposizione. Tra i modelli di analisi tecnica da applicare ai fini della valutazione si citano quelli ormai validati scientificamente:


NIOSH per l’analisi delle attività che comportano sollevamento dei carichi;

SNOOK E CIRIELLO per le attività in cui siano richieste azioni di spinta e traino; 

- MAPO per la movimentazione e l’assistenza dei pazienti ospedalizzati. 

Ognuno di questi metodi consente di calcolare un indice di rischio in base al quale è possibile modulare la valutazione del rischio specifico, secondo fasce di gravità crescenti, in trascurabile/accettabile, medio ed elevato.  Oggi mi soffermerò in particolare sulla MAPO. La valutazione del rischio da movimentazione dei pazienti è stata effettuata attraverso il metodo MAPO (Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati), realizzato da EPM (Milano)“ Unità di ricerca Ergonomia della Postura e del Movimento”. Tale metodo, non ancora del tutto validato e oggetto di continuo studio, consente tuttavia di raccogliere importanti informazioni, utili per l’individuazione di un corretto piano di prevenzione e /o bonifica, lì dove necessario. L’indice MAPO è un indice sintetico per la valutazione del rischio nella movimentazione manuale dei pazienti, determina un indicatore sulla base della valutazione di una serie di fattori di rischio specifici nella movimentazione dei pazienti. Il livello di rischio aumenta all'aumentare dell'Indice MAPO. L’indice di esposizione MAPO si calcola con la seguente formula matematica: 


MAPO = (NC/Op x Fs + PC/Op x FA) x FC x F amb x FF 


Dove NC/Op è il rapporto fra pazienti Non Collaboranti ed operatori presenti nei tre turni e PC/Op il rapporto fra pazienti Parzialmente Collaboranti ed operatori presenti nei tre turni; FS rappresenta il fattore sollevatori; FA il fattore ausili minori; FC il fattore carrozzine; Famb il fattore ambiente e FF il fattore formazione. 

Per effettuare tale calcolo è necessario seguire un percorso logico di analisi del rischio che risponde alle seguenti domande: 


- “Cosa o chi ”viene abitualmente movimentato? ( pazienti non autosufficienti); 

- Cosa determina un aumento della frequenza di sollevamento o del sovraccarico biomeccanico sul rachide lombare? (numero di operatori sanitari presenti, assenza o inadeguatezza spazi e arredi si movimentano pazienti, specifica organizzazione del lavoro, carenza formativa); 

- Cosa determina l’assunzione di posture incongrue? (assenza o inadeguatezza delle attrezzature, inadeguatezza spazi e arredi dei luoghi, carenza formativa).


Queste variabili che, in modo integrato, definiscono il livello di rischio, vengono raccolte con una scheda di rilevazione la cui finalità è  calcolare l’indice di rischio MAPO e fornire gli elementi descrittivi necessari alla predisposizione di un piano di miglioramento. Il processo di analisi necessita una serie di sopralluoghi e confronti utili a rilevare i parametri di interesse. E’ opportuno che, prima della rilevazione dei parametri di interesse, le persone coinvolte vengano adeguatamente informate della finalità e della tipologia di informazioni che verranno raccolte.


© Studio Vandini | pubblicato il 1 marzo 2016


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