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La Formazione dei lavoratori

Normativa di riferimento e durata dei corsi di formazione e dei relativi aggiornamenti

a cura di Pietro Vandini, Esperto in Sicurezza sul Lavoro - Studio Vandini


Il D.Lgs. 81/2008 (e s.m.i)  contempla la formazione, l’informazione e l’addestramento come dei percorsi necessari che devono seguire i lavoratori per apprendere le regole e le metodologie che fanno parte del sistema prevenzionistico. L’articolo 37 del precedente decreto obbliga il Datore di Lavoro a formare i propri lavoratori, mentre l'accordo Stato/Regioni sullaformazione obbligatoria dei lavoratori in materia di sicurezza e salute sul lavoro, entrato in vigore nel gennaio 2012, definisce nello specifico in cosa consiste tale formazione per quanto riguarda durata, contenuti, aggiornamenti ecc ecc.

 

Dal gennaio 2012 quindi tutte le aziende con lavoratori o soci lavoratori, sono obbligate ad adempiere all’Accordo Stato/Regioni, rimane invece facoltativa la formazione per i collaboratori famigliari. Tutti i lavoratori devono essere sottoposti a formazione (compresi i lavoratori atipici e quelli assunti a tempo determinato). I Datori di Lavoro possono quindi rivolgersi a professionisti (esterni o in alcuni casi anche interni alla  realtà aziendale) aventi i giusti requisiti, affinché venga erogata ai propri Lavoratori la formazione adeguata.

 

Cosa si intende per formazione adeguata?

La formazione adeguata consiste  in una parte generale della durata di 4 ore e in una parte specifica che può durare altre 4, 8 o 12 ore a seconda che l’azienda venga considerata a rischio basso, medio o alto.

 

Come si fa a sapere se l’azienda è a rischio basso, medio o alto?

Si può individuare il Livello di Rischio in base all’attività lavorativa svolta dall’Azienda, classificata con un Codice ATECO assegnato dalla Camera di Commercio all’atto dell’apertura. Fatto questo, l’Allegato 2 dell’Accordo Stato-Regioni riporta le macro-categorie di rischio, facendole corrispondere alle rispettive classificazioni ATECO 2002 e 2007. Quindi, partendo dal proprio codice ATECO, tramite la tabella riportata nell’allegato 2, sarà possibile individuare il livello di rischio aziendale. Talvolta però il codice ATECO non è sufficiente a stabilire il tipo di formazione che deve avere un lavoratore. Come chiarisce l’Accordo stesso, nonché il Ministero del Lavoro, per definire le modalità e la quantità di ore minime di formazione necessarie, vanno considerate la valutazione dei rischi specifica aziendale e la reale mansione svolta dal lavoratore all’interno dell’azienda, e comunque si deve sempre fare riferimento al rischio più alto. Per esempio ci sono aziende che appartengono alla categoria di rischio basso ma che prevedano al loro interno mansioni specifiche con alto rischio: in tal caso si farà riferimento alla quantità di ore e contenuti previsti per le aziende con codice ATECO appartenenti alla categoria di rischio alto.

 

Se alcuni lavoratori sono stati formati prima del 2012, è necessario formarli nuovamente?

Non devono essere sottoposti a formazione (generale e specifica) i lavoratori per i quali il datore di lavoro possa documentare di aver già svolto alla data del 11.01.2012 una formazione nel rispetto delle leggi vigenti e del contratto di lavoro, per quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento. In questi casi i lavoratori dovranno essere sottoposti alle 6 ore aggiornamento quinquennale, nel caso specifico entro il 2017.


 © Studio Vandini | pubblicato 2 febbraio 2016 



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