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Le figure della Sicurezza

Quali figure devono essere presenti nelle attività lavorative.

a cura di Pietro Vandini, Esperto in Sicurezza sul Lavoro - Studio Vandini


Quotidianamente mi capita di rispondere a domande di questo tipo:

- Nella mia attività deve esserci il RSPP?

- E il Medico Competente?

- I Lavoratori devono fare dei corsi obbligatori?

Queste sono solo alcune delle più frequenti, in realtà ho notato che c'è ancora parecchia confusione, soprattutto per quello che riguarda le piccole e medie imprese. Cerchiamo di fare un po' di ordine.

Tutte le volte che c'è un Datore di lavoro esistono dei Lavoratori. I Lavoratori non sono solo i "classici" dipendenti, il testo unico li definisce molto chiaramente:


Lavoratore: "persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari." (art. 2 comma 1 lettera - D.Lgs 81/08)

 Questo significa che chiunque svolga un' attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, è considerato un lavoratore. Ciò significa che tutti (tranne i collaboratori famigliari) sono soggetti agli obblighi previsti dalla legge e senza ombra di dubbio devono essere formati secondo quanto previsto dall'Accordo Stato Regioni del 21/12/2011.

Altra domanda che spesso mi viene posta è se  i lavoratori devono essere visitati. La Sorveglianza Sanitaria e di conseguenza le visite mediche, nonchè la nomina di un Medico Competente è obbligatoria quando sono presenti i seguenti rischi:

- movimentazione manuale di carichi e movimenti ripetuti degli arti superiori (ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato un rischio effettivo)

- attività al videoterminale (ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato un'attività complessiva settimanale di 20 ore)

- esposizione ad agenti fisici quali rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, microclima, atmosfere iperbariche (laddove l'esposizione sia tale da poter supporre possibili conseguenze sulla salute);

- sostanze pericolose: chimiche, cancerogene, mutagene, sensibilizzanti; 

- agenti biologici;

A questi vanno aggiunti i casi previsti da altre normative non abrogate o successive al decreto 81/08 e alla sua modifica:

- lavoro notturno (più di 80 notti/anno);

- radiazioni ionizzanti;

- lavori su impianti elettrici ad alta tensione; 

- verifica dei requisiti psico-fisici per il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico; 

- esclusione dell'assunzione di sostanze stupefacenti nelle categorie previste dall'Intesa Stato Regioni del 2007;

- addetti settore sanità esposti a rischio infortunistico per ferite da taglio e da punta;

- Infine, possono esistere norme regionali particolari che aggiungono altri casi alla lista di quelli in cui è da considerarsi obbligatoria la sorveglianza sanitaria e quindi il coinvolgimento del medico competente.

Per concludere parliamo di altre due figure obbligatorie, il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e il RLS (Rappresentante dei lavoratori per la SIcurezza). Il RSPP deve sempre essere presente, può essere  un Lavoratore opportunamente adeguato o direttamente il Datore di Lavoro, anche egli opportunamente formato, nei seguenti casi:

1. Aziende artigiane e industriali (*) fino a 30 Lavoratori
2. Aziende agricole e zootecniche fino a 30 Lavoratori
3. Aziende della pesca fino a 20 Lavoratori
4. Altre aziende fino a 200 Lavoratori

(*) Escluse le aziende industriali di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica. n. 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, le centrali termoelettriche, gli impianti ed i laboratori nucleari, le aziende estrattive e altre attività minerarie, le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, le strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private.

Infine il RLS, ovvero  la “persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro”. Nelle aziende con meno di 16 dipendenti, il RLS è eletto direttamentedai lavoratori, seguendo quanto stabilito dagli accordi sindacali in materia. Tutti i lavoratori possono ambire a coprire questa carica, ma non quelli in prova, gli apprendisti e quelli che hanno stipulato con l’azienda un contratto a tempo determinato o di formazione professionale. Il datore di lavoro è obbligato a comunicare le generalità del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sia all’INAIL, sia al resto dei dipendenti. La carica ha una durata di tre anni ed è rinnovabile. Nelle aziende con più di 15 dipendenti, il RLS è eletto dai lavoratori attraverso l’intermediazione delle rappresentanze sindacali aziendali. Nel caso in cui queste non fossero presenti, si procederà con l’elezione diretta.

 

 © Studio Vandini | pubblicato 16 ottobre 2015 


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