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Dispositivi di protezione individuale - Parte I: DPI o indumenti di lavoro?

Come scegliere, quali obblighi e quali requisiti 

a cura di Pietro Vandini, Esperto in Sicurezza sul Lavoro - Studio Vandini


Scegliere tra DPI e indumenti di lavoro ha diverse ricadute sotto vari punti di vista. A volte può non essere semplice ed intuitivo capire quale direzione prendere, proverò quindi a dare alcune informazioni generali per aiutarvi a comprendere come è necessario muoversi. La scelta però non è quasi mai soggettiva ma si tratta della semplice applicazione del D.Lgs 81/08, e in particolare gli articoli che vanno dal 74 al 79 (compreso l’allegato VIII). All’articolo 74  infatti si legge che:

“Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato “DPI”, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”

Ciò significa che se un lavoratore, nell’ambito dell’attività lavorativa, deve essere protetto da rischi che ne possano minacciare la salute e la sicurezza, in tal caso gli indumenti indossati o le attrezzature utilizzate sono dei DPI.

Il primo passo, come sempre, è  la valutazione dei rischi. Questo perché a seguito di essa è possibile sapere se i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Se è così, significa che il rischio va gestito fornendo al lavoratore i necessari DPI.

Una domanda che potrebbe sorgere è: Quindi tutti gli indumenti di lavoro sono dei DPI?

No. Ad esempio le uniformi distintive o gli indumenti che hanno come unico scopo preservare l’integrità o la pulizia degli indumenti del lavoratore, non necessariamente sono dei DPI. Non costituiscono infatti DPI:

a)  gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore; 

b)  le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio; 

c)  le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico; 

d)  le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto; 

e)  i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative; 

f)  i materiali per l’autodifesa o per la dissuasione; 

g)  gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi. 

Cosa cambia dunque a seconda che si tratti di DPI o di “semplici” attrezzature/indumenti di lavoro?

Nel momento in cui emerga la necessità di comprare dei DPI è fondamentale che questi abbiano determinati requisiti, e in particolare deve essere presente la seguente documentazione:

- Dichiarazione di conformità da parte del produttore (per i DPI di I categoria);

- Marcatura CE (II e III cat);

- Nota informativa rilasciata dal produttore;

Altra valutazione  non di poco conto è quella che tiene in considerazione gli obblighi a carico del Datore di Lavoro; egli infatti, nel momento in cui si stabilisca che è necessario l’uso di dispositivi di protezione individuale, deve fornirli ai lavoratori (a proprie spese), mantenerli in efficienza, assicurarne le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e lesostituzioni necessarie, anche secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante.

Il Datore di Lavoro ha ulteriori obblighi come anche i Lavoratori. Queste ed altre informazioni nella Parte II dell'approfondimento.


© Studio Vandini | pubblicato 28 aprile 2015 


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